“TERTIA VIA”

     Teilhard ha scritto molto sull'amore, come principio vitale dell'universo ed energia che costruisce il mondo, al punto che, riprendendo quello che di lui ha scritto il confratello Henri de Lubac, potremmo dire che tutta la sua riflessione non sia stata altro che una vasta meditazione sull'amore. Era inevitabile che nel corso di questa riflessione, durata tutta la vita, Teilhard non si trovasse confrontato col mistero della sessualità. E Teilhard ne parla proponendo una teoria del tutto originale, da lui indicata come "la terza via", che forse non ha ancora ricevuto da teologi ed esegeti teilhardiani l'attenzione che merita. Cosa intende Teilhard per "terza via"? Lasciamo che sia lo stesso Teilhard a rispondere: "Tra un matrimonio sempre polarizzato sulla riproduzione e una perfezione religiosa sempre presentata, in teologia, in termini di separazione, una "terza via", non dico mediana, ma superiore, decisamente ci manca.
   Una via richiesta dalla trasformazione rivoluzionaria operata a poco a poco nel nostro modo di pensare, dalla trasposizione della nozione di 'spirito': spirito non più di de-materializzazione, ma di sintesi; non fuga (per rinuncia) ma conquista (per sublimazione) delle insondabili potenzialità spirituali ancora dormienti sotto l'attrazione reciproca dei sessi" (Teilhard, "Le coeur de la matière", Vol. XIII, 1950, pag.72-73).
   In sostanza Teilhard propone per laici e consacrati un modo di praticare e vivere la sessualità diverso da quelli che la pastorale cattolica ancora oggi propone in materia di morale sessuale, che sono la castità, intesa limitativamente come rinuncia all'esercizio della sessualità, oppure l'esercizio della sessualità nell'ambito di regole di comportamento proposte come etica matrimoniale, e di questo nuovo modo non mediano, quindi non un compromesso, ma superiore, ci dà un esempio lui stesso con il comportamento, ammirevole per purezza e sincerità, con cui vive le numerose relazioni femminili affettive, che l'hanno accompagnato per tutta la vita, nella consapevolezza che "non è possibile accedere alla maturità e alla pienezza spirituale al di fuori di una qualche influenza sentimentale che venga a sensibilizzare l'intelligenza e a eccitare le potenzialità d'amare" (Teilhard, "Le coeur de la matière", 1950, vol.XIII, pag.72).