IN ALTO - IN AVANTI

     "En-haut" e "en-avant" sono due espressioni che Teilhard usa per darci un'immagine di Dio secondo due diverse interpretazioni che non si contraddicono, ma si completano l'un l'altra. Il "Dieu de l'en-haut" è il Dio tradizionale, visto come essenzialmente trascendente e distinto dal mondo. È il Dio biblico del Genesi, dice Claude Cuénot, la faccia antica di Dio, che occorre rinnovare e rimodellare nella nuova faccia, che è quella del "Dieu de l'en-avant", cioè del Dio immerso nell'evoluzione, il Dio che continua nella sua opera di creazione insieme all'uomo, che diventa con-creatore con Lui; il Dio che, pur mantenendo assolutamente integra la sua trascendenza primordiale, si rivela in una visione del mondo non statica, ma di cosmogenesi, quindi proiettata verso l'avanti.
   Del resto, dice Teilhard, è la teologia stessa della Creazione e dell'Incarnazione che comporta la necessità e il senso di un immanente in divenire: "...vale a dire la confluenza, sull'asse cristiano, tra il flusso incanalato delle antiche mistiche e il torrente più nuovo, ma in rapida crescita, del senso dell'Evoluzione. Anticipazioni correlate d'un Sovrumano trascendente e di un Ultraumano immanente: queste due forme di fede si illuminano e si rinforzano l'un l'altra, indefinitamente" (Teilhard, "Le Phénomène Chretien", Paris, 1950 - in "Comment Je Crois", Vol.X).
   Scrive bene Silvana Procacci: "Dio, per unirsi al mondo, deve immergersi, calarsi nel disordine del Molteplice, nel dolore e nella morte (per il Cristiano rappresentati dalla Croce) per poi redimerli. Il Dio a cui pensa Teilhard è una sintesi della dimensione terrena e di una trascendente -- un Dio dell'In-Avanti e dell'In-Alto -- che richiede una adeguata maturazione collettiva dell'umanità, ossia richiede, come scrive Teilhard, «la maturazione completa di un Ultra-umano» (Teilhard," Réflexions sur la probabilité scientifique et les conséquences religieuses d'un ultra-humain", Paris, 1951, - in "L'activation de l ' énergie" , pag. 290) .